L’Alleanza dei Custodi di Semi è orgogliosa di presentare il secondo capitolo de "I Manuali del Custode", una nuova iniziativa editoriale dedicata alla sovranità alimentare e alla tutela della biodiversità
Leggi tutto: I Manuali del Custode – CUCURBITACEE – Come riprodurre i SemiIn un momento storico delicato, segnato dalla deregolamentazione dei nuovi OGM (NGT/TEA), la nostra risposta è pratica e collettiva: tornare a essere i guardiani del codice genetico delle nostre piante.
Proseguiamo questo percorso con le Cucurbitacee (Zucche , Meloni , Angurie , Cetrioli ecc), dopo aver trattato del pomodoro,. Ogni seme di Cucurbitacea non è solo la promessa di un raccolto, ma una vera e propria capsula del tempo che racchiude storie di adattamento e l'eredità di generazioni passate
Diventare custodi significa imparare a "parlare" con la pianta, proteggendo le varietà antiche dai rischi di ibridazione e garantendo che la loro ricchezza genetica non vada perduta nel tempo.
Unisciti alla nostra missione! Vi invitiamo a scaricare l'Infografica e a diffonderla capillarmente nei vostri orti, mercati ed eventi. Ogni manuale condiviso è un atto di resistenza per decidere, consapevolmente, quali storie meritano di essere raccontate ancora sulle nostre tavole e nei nostri campi.
TRASCRIZIONE COMPLETA:
Benvenuti a questo nuovo capitolo dei Manuali del custode. Oggi affrontiamo un tema che è alla base di tutto, la meravigliosa e grandissima famiglia delle Cucurbitacee.
L'obiettivo del nostro viaggio? Diffondere quanto sia vitale tornare a coltivare la terra in modo sano e naturale.
E tutto parte da lì, dal seme, dalla sua cura, dalla raccolta e dalla conservazione. E' un vero e proprio atto d'amore verso la biodiversità, un modo per custodire semi puri…
Assolutamente NO ai nuovi OGM o a quelle che chiamano NGT o Tea. Vogliamo semi esattamente come ce li fornisce la natura, imparando a usare i suoi strumenti perfetti.
Iniziamo…
Ecco, la regola d'oro di ogni vero custode è proprio questa. Spesso si sente parlare di semi antichi, che ha un suono affascinante, ma la nostra attenzione deve essere tutta sui semi riproducibili. Sapete perché? Perché un seme riproducibile è vivo, si adatta, difende in modo incredibile la biodiversità agricola e ci regala piante naturalmente forti stagione dopo stagione.
Nessun laboratorio, solo la forza della terra.
Diamo una rapida occhiata a come si svolgerà il nostro percorso oggi. Partiremo dalle origini e dal miracolo dell'impollinazione, per poi entrare nel vivo dell'estrazione dei semi, del necessario sacrificio per alcuni ortaggi, arrivando infine ai segreti per fermentarli e conservarli al meglio.
Sezione 1.
Origini e semi.
Andiamo subito a scoprire le radici, nel vero senso della parola, di questa famiglia straordinaria. Oggi troviamo queste piante praticamente in ogni orto del mondo, ma le loro origini sono lontanissime e diverse tra loro. Pensate che zucche e zucchine arrivano dalle Americhe, addomesticate addirittura 10.000 anni fa.
Le angurie, invece, hanno radici nell'Africa tropicale e nel Sudafrica. I cetrioli ci portano in Asia, tra l'India e la Malesia. E per i meloni? Beh, le fonti storiche sono ancora lì a dibattere se l'origine sia asiatica o africana.
Un vero e proprio giro del mondo. C'è un dettaglio davvero curioso ed emblematico sull'origine del nome. La parola cucurbitacea deriva dalla radice sanscrita korb, che significa letteralmente attorcigliarsi o strisciare.
È un termine perfetto, non trovate? Descrive in modo incredibilmente poetico e preciso come vivono queste piante, lanciando i loro cirri come fossero molle, aggrappandosi con tutte le loro forze a qualsiasi sostegno pur di catturare la luce vitale.
Passiamo alla sezione 2, il miracolo dell'impollinazione . Dunque, per salvare i semi in modo efficace, bisogna prima capire come si riproducono.
E qui la natura fa magie. La maggior parte delle Cucurbitacee ha fiori maschili e femminili separati, sulla stessa pianta; riconoscerli è un gioco da ragazzi. Il fiore maschile sta dritto su un fusto semplice, ed è bello carico di polline.
Il fiore femminile, invece, nasconde un piccolo segreto. Alla base ha un minuscolo ovario che ha già l'aspetto esatto del futuro ortaggio in miniatura. Una piccola zucchina o un mini melone in attesa di essere fecondato.
Incredibile, vero? Proprio per questa separazione, queste piante dipendono totalmente dalla cosiddetta impollinazione entomogama. Che significa? Significa che senza il lavoro instancabile di api, bombi, osmie, farfalle e api solitarie, il polline non può viaggiare. Se questa meravigliosa squadra di insetti non fa il suo lavoro, quel piccolo frutticino alla base del fiore femminile non si svilupperà mai, cade a terra e muore.È un equilibrio delicatissimo.
Sezione 3. Parliamo di estrazione, partendo dalle zucche e dai meloni, ovvero i semi in assoluto più facili da salvare. Salvare questi semi è letteralmente una gioia.
Non bisogna fare altro che aspettare che la pianta porti il frutto a completa maturazione. Per la zucca ce ne accorgiamo quando si stacca quasi da sola dal picciolo avvizzito. A quel punto ci si gode un raccolto delizioso a tavola.
Si mettono da parte i semi, si sciacquano via i residui zuccherini con un banalissimo scolapasta e si lasciano asciugare belli distesi su un panno di cotone per qualche settimana. Facilissimo.
Ed eccoci alla sezione 4. Il sacrificio.
Ottenere semi da cetrioli e zucchine significa, a volte, rinunciare a una parte del raccolto. Vediamo perché. Qui la faccenda si fa un filo più complessa.
E sorge spontanea una domanda. Ma se lasciamo maturare un solo cetriolo o una sola zucchina sull'intera pianta, per poterne prendere i semi, perché questa improvvisamente smette di produrre altri ortaggi? La risposta sta in come ragiona la pianta. Noi siamo abituati a raccogliere e mangiare questi ortaggi quando sono acerbi.
Così facendo, inganniamo la pianta, che continua a produrne di nuovi nel tentativo di fare semi. Ma se ne lasciamo anche solo uno sulla pianta fino a maturazione, la pianta penserà, ok, missione compiuta. Di conseguenza, devierà tutta la sua energia su quel singolo frutto, bloccando definitivamente la fioritura e la produzione di nuovi ortaggi.
Tutto per portare a termine quel prezioso seme. Ed è proprio per questo motivo che non possiamo limitarci a piantare un paio di piantine. Per mantenere una buona diversità genetica e per permettersi il lusso di sacrificare alcune piante esclusivamente per raccogliere i semi, lasciando le altre per il nostro cibo, la regola è piantarne da un minimo di 5 fino a 20 esemplari.
Quinta e ultima sezione. Fermentazione, essiccazione e conservazione. Impariamo a prenderci cura del seme una volta estratto.
Attenzione speciale ai semi di cetriolo perché hanno una particolarità interessante. Sono ricoperti da una sorta di gel antigerminativo. Che si fa? Appena estratti, vanno lasciati a fermentare in un bicchiere di vetro con il loro stesso liquido, in un posto fresco e al buio.
Dopo qualche giorno vedrete una leggera muffa in superficie. Niente panico, è il segnale perfetto. Significa che il gel si è dissolto e possiamo sciacquare i nostri semi senza fatica.
Ma c'è una cosa su a cui dobbiamo prestare attenzione. L'impollinazione incrociata. Vogliamo preservare la purezza della biodiversità, giusto? Se piantiamo nello stesso momento due varietà della stessa specie vicine tra loro, i nostri amici insetti mescoleranno i pollini creando un ibrido casuale. (che potrebbe essere utile se vogliamo ottenere una Popolazione Evolutiva)
La soluzione? Sfalsare i tempi. Si semina una varietà precoce e una tardiva, in modo che i loro fiori non si incontrino mai. Una volta essiccati i nostri semi di zucchina o cetriolo, come capiamo se sono vitali? Semplice, usiamo il test del pizzicotto.
Provate a stringere un seme essiccato tra pollice e indice. Un seme vitale pronto a germogliare sarà bello rigido, non cederà alla pressione, e le sue estremità appuntite arriveranno quasi a pungervi la pelle. Se invece è piatto, suona vuoto o si piega, va scartato senza rimpianti.
Infine, la conservazione funziona a tappe. I primissimi mesi i semi vanno riposti in un sacchetto di carta traspirante per fargli perdere l'ultimissima umidità. Solo dopo si passerà al classico barattolo di vetro chiuso ermeticamente.
E ricordate di segnare le date. Le cucurbitacee, specialmente i cetrioli, dovrebbero essere seminati prima di compiere 5 anni, perché superata quella soglia, iniziano a perdere rapidamente oltre la metà della loro energia vitale.
E con questo abbiamo chiuso il cerchio, tracciando il percorso dalla semina alla conservazione di questi veri e propri tesori naturali.
Ora che abbiamo condiviso questa conoscenza, che abbiamo capito quanto sia essenziale tutelare la biodiversità e rispettare i tempi dettati dalla natura, c'è solo una riflessione da fare. Siamo pronti a fare un passo avanti, a dire un no convinto a semi alterati in laboratorio e a diventare la prossima generazione di custodi di semi? La natura ha già fatto il suo lavoro straordinario. Ora tocca a noi.
Buon raccolto a tutti!
Ndr : uno speciale ringraziamento a Tommaso Turchi di Seed Vicious per il prezioso materiale da cui è ispirato questo articolo / video